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venerdì 6 giugno 2014


I GULAG DI KIM


Questo articolo racconta la storia Ahn Meyeong Chul uno dei pochi detenuti che è riuscito a scappare dai "gulag" voluti dal dittatore nord coreano.



Si dice sempre che si studia la storia per non commettere gli errori-orrori passati; però, dove comanda l'ignoranza, non c'è nulla da fare.

giovedì 5 giugno 2014



GLI INGEGNERI DEGLI ANNI 20


"Un ingegnere?!
Io ero stato allevato appunto in tale ambiente e ricordavamo bene gli ingegneri degli anni Venti: l'intelletto aperto e luminoso, l'umorismo libero e inoffensivo, la larghezza e agilità di pensiero, la disinvoltura nel passare da un campo dell'ingegneria a un altro, e in generale della tecnica alla società, all'arte.
E poi, la buona educazione,  la finezza di gusti; la buona lingua, armoniosa e priva di contaminazioni; uno si dilettava di musica, un altro dipingeva; e sempre, tutti, portavano impressa sul volto la spiritualità."

pagina 207, quinto capitolo ("Prima cella, primo amore") della prima parte ("L'industria carceraria").


Questa che ho raccolto è la descrizione che dà Solzenicyn degli ingegneri.
A me piace molto poiché descrive l'ingegnere come un persona molto intelligente con un ingegno esteso che riesce a "toccare" quasi tutti i rami dello scibile.
E' un'immagine molto interessante quella presentata da Solzenicyn.
L'ingegnere è descritto come una persona con una mente vivace, dall'umorismo libero e inoffensivo, educato, fine,  con l' intelletto aperto e luminoso, caratteristiche che difficilmente si riescono a trovare in un'unica persona.
Purtroppo oggigiorno l'ingegnere è visto (nella maggior parte dei casi senza sbagliare) come una persona che studia unicamente gli aspetti tecnici della scienza.



mercoledì 4 giugno 2014


"BOIA PER CASO"


"Per non sventolare troppo i manti bianchi dei giusti, chiediamoci: se la mia vita avesse preso una piega diversa, non sarei diventato boia anch'io?
E' una domanda paurosa se si vuole rispondere onestamente."


pagina 172, quarto capitolo ("Le mostrine celesti") della prima parte ("L'industria carceraria").



Solzenicyn intende per boia i militari che facevano parte della NKVD.
Questi militari commisero azioni inumane prendendosela sempre con persone indifese.
La riflessione dello scrittore è molto semplice: se fossi stato io indottrinato dal regime e dal sistema sarei riuscito a mantenere la mia coscienza\essenza?
Lascio a voi la risposta...
Un'altra cosa che mi ha stupito leggendo il libro è il fatto che tutta questa violenza fosse gratuita e svolta da sovietici verso altri sovietici.
Il copione della procedura era sempre lo stesso: la persona veniva arresta per un'inezia (quasi fosse uno scherzo), torturata e poi spedita nei campi di lavoro.
Leggendo queste 2 righe sono giunto alla conclusione che prima di giudicare qualcuno bisogna
sempre tener conto del contesto generale (sociale-storico-geografico) che ha "cresciuto" quell'individuo.